sabato, febbraio 06, 2010
Effimera od infinita la vacanza a Riccione
lunedì, febbraio 01, 2010
Domenica, a Riccione si balla(va) coi lupi



Si tratta, in definitiva, dell'ennesima leggenda metropolitana, ma alcuni riccionesi allucinati affermano di aver visto davvero lupi famelici sulla spiaggia, in questa domenica appena trascorsa, per questo, bevendo grappini, non osavano neppure uscire di casa. Sicuramente erano solo cani siberian husky, che sono apparsi molto più terribili, forse a causa del battere di denti (delle persone riluttanti nel credere ai loro occhi).
Insomma, sempre più leggendaria la spiaggia di Riccione! Sia d'estate che in pieno inverno.
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sabato, gennaio 30, 2010
Riccione: presto un lungomare intitolato a Steve Jobs

In realtà è solo una mia idea, ma sono sicuro che anche al nostro sindaco (o assessore) verrà la stessa ispirazione. Per un tributo ad un uomo molto speciale che non solo ha cambiato il modo di usare il PC (con Macintosh), ma ha cambiato anche il modo di ascoltare la musica portandola con sè (con iPod) e di come servirsi di un cellulare ( con iPhone).
Adesso che ci presenta un'altra delle sue mistiche "visioni" (ossia l'iPad), mi torna in mente una vecchia disputa di quasi trent'anni fa, in cui molti saputelli mi prendevano per scemo quando difendevo il mio Apple mentre essi ostentavano il loro IBM, affermando che se il 90% della gente lo comperava non era possibile che fosse per una ragione stupida. Ma il tempo è galantuomo: adesso che fine ha fatto la ricca e potente divisione PC dell'IBM?
Svenduta ai cinesi!
Mentre il grande Bill Gates, che era abilmente riuscito a farsi affittare il DOS e poi il Windows per una marea di marche PC compatibili, ha già da tempo deciso di ritirarsi, per contro Steve Jobs ha dimostrato costantemente la sua vera stoffa, sia con la NeXT, sia con la Pixar, sia rientrando in Apple (da lui fondata) come salvatore della patria: ancora adesso continua a cambiarci la vita, con nuovi prodotti assai intuitivi, chic e davvero genialmente innovativi. Tanto che decine e decine di prestigiose riviste lo hanno messo in copertina come vero VIP o quantomeno eccellente tecno-guru di successo.
Mentre Microsoft viene snobbata e non sa più come mettere una pezza al proprio declino.
Etichette: internet, iPad, Mosè, Steve Jobs
martedì, gennaio 26, 2010
Ancora neve, governo ladro!

Sulla nostra spiaggia di Riccione, come si vede da questa foto, seguita da due istantanee webcam, è ancora nevicato: sarà segno d'una stagione estiva torrida e affollata, fra sei mesi? Forse... Anzi, speriamo!


Etichette: auspici, estate, mare d'inverno, stagione
domenica, gennaio 24, 2010
Buoni vacanze ≤ Buone vacanze

Se cercate, tramite la finestra di ricerca in alto a sinistra, il termine "parassitizzata" troverete un mio post di quasi tre anni fa contenente alcune considerazioni spicciole di microeconomia riccionese tuttora valide e per nulla sorpassate, benchè antecedenti alla famosa, dirompente crisi finanziaria mondiale che ha infierito pesantemente anche su Riccione. Forse non dovrei evocare il concetto (brutale invero) di parassitismo, ma occorre ricordare che in natura nessun parassita, benchè sfruttatore, è tanto stupido da uccidere il suo ospite abusando delle di lui risorse. L'evoluzione in genere impedisce questo fatto spiacevole, per cui anche il parassita subisce grosse limitazioni. Basti pensare al verme solitario, che riesce a restare solitario, appunto, evitando ogni concorrenza. Talvolta poi si deve parlare di commensalismo o addirittura di simbiosi, per definire i rapporti tra due specie biologiche o categorie economiche. Un esempio dalla biologia potrebbe citare certi lacto-bacilli (batteri) che si sviluppano nell'intestino aiutando l'organismo nella digestione del cibo e nella produzione delle vitamine.
Nell'economia della nostra regione gli alberghi sono importanti e in parte sostenuti dalla pubblicità e dalle agenzie turistiche, che comunque prelevano la loro "tangente" in modo ormai sproporzionato ed eccessivo. Un tempo la gestione d'un albergo investiva assai poco in pubblicità, poichè non ne aveva quasi bisogno. La bontà dei servizi offerti, rispetto al loro costo, era garanzia automatica di un ritorno dei turisti e persino di una loro azione promozionale nei confronti di amici e parenti.
Anni fa, ci furono i "buoni benzina" a prezzi stracciati che allettavano folte truppe di villeggianti, soprattutto tedeschi, a trovare vantaggiosa ospitalità sui nostri lidi.
Oggi qualsiasi banca offre la sua carta di credito, avendo scoperto la (sua) pacchia finanziaria che questa diffusa formula di pagamento differito consente.
In definitiva, ogni negozio, albergo o ristorante rinuncia volentieri al 2-3% della sua fattura pur di avere rapidamente il restante ammontare, discretamente garantito. In questa somma di denaro, leggermente decurtata, dev'essere presente il guadagno, necessario a tenere in vita l'esercizio commerciale.
Per contrastare la crisi, che spinge a limitare ogni spesa superflua, sono stati escogitati i buoni vacanze. In definitiva si tratta di un espediente per aumentare la mobilità turistica a spese degli esercizi alberghieri.
Sono infatti i professionisti del turismo a finanziare l'impianto burocratico che organizza e gestisce l'operazione diretta a incentivare le ferie di tutti coloro che non guadagnano (o risparmiano) abbastanza per andare in vacanza.
Tutte le agevolazioni, che i buoni vacanze consentono, gravano economicamente sulle spalle di quegli esercizi che accettano questi "coupons" destinati ad essere convertiti in meno denaro di quanto formalmente rappresentano, siccome pagano beni e servizi già precedentemente scontati. L'operazione è architettata in modo abile e, almeno nelle prime intenzioni, s'indirizza verso strati della popolazione meno abbienti, favorendo il loro inserimento nel dorato mondo delle vacanze. Tuttavia domandiamoci quale albergo sarà disposto a pagare una tangente del 15% sui suoi prezzi al pubblico (calcolati sulla base di costi e benefici collaudata e comunque concorrenziata da tanti altri colleghi). La risposta è inevitabile:«Quello che ha più camere libere, e che è disposto a più sacrifici e compromessi pur di lavorare». In primo luogo, compromessi sulla qualità delle pietanze del menù. Esattamente lo stesso concetto che porta tanti alberghi verso le agenzie di viaggio, agenzie che di questi tempi se la passano sempre peggio, similmente a quanto ottiene un parassita da una vittima già da esso stesso indebolita.
In definitiva, se la torta (PIL) diminuisce, è inevitabile che le nostre fettine diventino sempre più piccole: peccato che qualcuno con abili trucchi politici si ritagli delle fettone a nostre spese, facendoci credere che così eviteremo il diabete. Non ci credo! Penso invece che le sanguisughe abbiano margini terapeutici molto ristretti.
Inoltre da secoli ogni economista riconosce che "la moneta cattiva scaccia quella buona" e si capisce subito che i contanti sono il meglio. E allora?
Ma cummella... tan fôm?
Etichette: buone vacanze, buoni vacanze, buono a Riccione, ferie
venerdì, gennaio 22, 2010
Visitate la tomba di Fellini nel cimitero di Rimini

Portategli un fiore. Ammirate la scultura. Riflettete su quello che volete ottenere. Pianificate seriamente ogni effetto o dettaglio.
Questa raccomandazione è rivolta a tutti quei giovani che mandano le loro produzioni filmiche su YouTube ed in special modo agli autori del cortometraggio seguente ambientato a Riccione.
Forse lo spirito del grande regista riminese potrà accendere un barlume di stile, una scintilla d'ispirazione nella memoria di questi (ed altri) poveri sfigati, in modo che possano mettere insieme qualcosa di più azzeccato, divertente, simpatico e utile al (buon) nome di Riccione.
Etichette: cinema, Fellini, ispirazione, tomba
sabato, gennaio 16, 2010
Cinema a Riccione
Non mi è piaciuto questo documento YouTube sull'amore (penso che farebbe inorridire Francesco Alberoni, che pure lui è stato criticato per alcune banalità sullo stesso tema, più pretese che reali).
Analogamente, sempre per totale inconsistenza dei valori presentati, non mi sono piaciuti due prodotti hollywoodiani molto diversi, ma in fondo simili: «Basta che funzioni» di Woody Allen e «Avatar» di James Cameron.
Gli USA stanno smarrendo la loro scala di valori, parallelamente alla perdita di valore del dollaro e allo scadere del loro imperialismo politico.
Le montagne di effetti speciali presenti in Avatar non sono riuscite a dare stoffa alla problematica ecologista in stile Pocahontas su cui si basava l'idea-guida nel canovaccio del costosissimo film.
Sono sicuro che l'autore del copione è un adepto di Scientology, come già gli autori della saga di guerre stellari: ossia molto fumo e poco arrosto.
Che la Forza (magari quella di Newton, f=ma) sia con voi!
Etichette: ambiente, nuovi film, valori
sabato, gennaio 09, 2010
Capodanno a Riccione?
Anche quest'anno, tuttavia, non pochi "indigeni" hanno avuto qualche difficoltà a gestire la ricorrenza in maniera soddisfacente e forse già sin d'ora meditano una rivincita tra 350 giorni.
A loro dedico le citazioni su YouTube del romagnolo Giacobazzi visto a Zelig. Si tratta di briciole di saggezza di Romagna del tutto universali che ognuno può adattare alla propria esperienza di vita.
Molto interessante anche l'analisi di vari messaggi pubblicitari, in accordo a quanto si può leggere su alcune di queste mie pagine, sulla pubblicità e sul buon gusto di certe réclames appunto.
Non perdetevi anche la citazione del Merdicchio di Romagna che si trova in coda di ricerca alla fine di ognuno di questi spezzoni.
Etichette: acquisti, capodanno, nuova pubblicità, scoiattolo
venerdì, gennaio 08, 2010
A Riccione non piovono polpette!
Nei passati decenni, la televisione ha eroso implacabilmente la diffusione del cinema come pure i proventi delle sale cinematografiche. In un allucinante crescendo d'innovazioni: TV Bianco e nero, colore,VHS, pay TV, digitale via satellite, digitale terrestre, DVD. Il vecchio tubo catodico ha poi ceduto il passo ai cristalli liquidi ottenendo magici, fantastici televisori-quadro da appendere al muro.
Il cinema invece è cambiato molto meno, imboccando soluzioni artistiche o tecniche non sempre felici.
Attualmente si assiste allo strapotere degli effetti speciali sempre più esasperati con l'uso del computer. Vediamo pure il diffondersi del 3D come tentativo di risollevare le sorti e gli incassi del cinema.
Una valida diversificazione del messaggio cinematografico è rappresentata dai cosiddetti cartoni animati, che molti (me escluso) considerano una forma di cinema minore diretto ai bambini. Invece su queste mie pagine ho spesso esaltato la PIXAR ed i titoli di loro produzioni (Toy Story, Wall-e, Ratatouille, Up!) che mi sono piaciute come autentiche opere d'arte, ricche di fantasia, cultura e messaggi positivi, gratificanti per adulti e bambini. Parimenti ho celebrato Ponyo o Porco Rosso del maestro giapponese Miyazaki come esempio di sopraffina, artistica fiaba per grandi e piccini.
Spesso, in queste opere come filigrana ho intravisto un messaggio culturale trasponibile su Riccione, con riferimenti al turismo, alla gastronomia, all'educazione dei giovani, alla cultura e alla tradizione di accoglienza implicita.
Purtroppo ho appena visto "Piovono polpette" by Sony-Columbia in versione 2D. Lo sconsiglio nel modo più assoluto. Si tratta di un film d'animazione che è stato concepito per una spettacolarizzazione in 3D, ma a parte questo, da vari punti di vista, mi evoca la qualifica di brutto, brutto, brutto.
La storia di base, il canovaccio, non è originale anche se introduce dettagli inventivi bizzarri e fantasiosi. Dimenticando la finezza poetica di "Ratatouille", qui la cultura del cibo, della buona cucina, del buon mangiare, viene presentata in maniera goffa, anomala e del tutto diseducativa.
Molte scene mi sono apparse allucinanti, capaci d'indurre i peggiori incubi notturni in bambini o giovani.
Anche se è una narrazione con una problematica turistica in sottofondo, rinnego ogni possibile parallelo con Riccione.
Da noi la cultura e la tradizione del cibo rappresentano il riconoscimento del lavoro intelligente, del buon gusto connesso a questa importante operazione quotidiana, che deve tuttavia rifuggire da ogni eccesso.
Le cose buone sulla tavola, da noi non cadono dal cielo, ma sono frutto di un attento lavoro di coltivazione, scelta, acquisto, preparazione, misura, accostamento.
Concludendo, non posso far altro che proporre ai produttori e autori del film di prevederne una seconda versione. Per un recupero culturale, dopo aver effettuato un soggiorno di almeno due settimane in pensione completa a Riccione, senza dimenticare di gustare i nostri piatti tradizionali, che non hanno niente da spartire con il fast food ormai imperante e globalizzato.
Qui trovate Il sito web sul film http://piovonopolpette.it per farvi un'opinione circa l'attendibilità e la fondatezza della mia cattiva critica.
Etichette: arte, buona tavola, pesca, turismo
domenica, gennaio 03, 2010
Fonemi di Romagna in riva al mare
Volendo integrare alcuni rudimenti di esegesi d'espressioni tipicamente romagnole, proporrei alcuni interventi di Ivano Marescotti riguardanti termini spesso impiegati sia in dialetto, sia in italiano. Si tratta di alcune voci estremamente diffuse, ma spesso sfuggenti ad ogni interpretazione più puntuale e persino ad un'anatomia comparata.
Per cui lascio la parola ad alcuni filmati da YouTube.
La cultura del nostro parlare viene esaltata con un'acuta analisi esegetica, tuttavia esente da ogni forma di supercazzola.
Magari, segnalatemi altri esempi simili di profonda didattica semantica...
NB: La corretta ortografia del titolo seguente sarebbe "CIÓ" e non CIOO' e neppure ciò!
Etichette: pataca, romagnola favella, romagnolo, supercazzola
venerdì, gennaio 01, 2010
Buon anno? Speriamo di sì
Uno degli episodi più belli che costellano Amarcord è il racconto del nevone del 1929. Vi si rappresenta efficacemente quel misto di meraviglia , scetticismo, gioia iniziale e infine profonda malinconia che colpisce ogni riccionese quando (pure da noi) nevica copiosamente.
A memoria d'uomo, si ricordano coltri bianche eccezionali nel 1953. In quell'anno mi capitò di vedere un fenomeno mai più personalmente osservato a Riccione. Tutta la superficie del vecchio porto ricoperta da una lastra di ghiaccio sufficientemente spessa da far rimbalzare i sassi gettati nello specchio d'acqua.
Poi ricordo il nevone del 1962 che inchiodò il traffico anche sulla statale per vari giorni, provocando disagi indimenticabili.
E poi il 1985, il 1991, indi più recentemente (dopo un 2003 torrido) la forte nevicata del 2005, cui è dedicata questa galleria fotografica di Rivieraromagnola.net per "arcurdès d'e riscaldament globel, s'ujè da bon".
Etichette: inverno, neve al mare, nevone
lunedì, dicembre 28, 2009
Solo 4005 Babbi Natale a Riccione, niente Guinness

Dio è morto a Riccione, mentre Babbo Natale sta benissimo e si moltiplica per gemmazione o persino cambiando sesso.
Audace operazione benefico-pubblicitaria a favore dell'ospedale Ceccarini che non avrebbe i soldi per comprarsi una TAC.
I dettagli di questa bella pensata organizzativa sono tutti reperibili con un click qui sul sito di Romagnanoi.
Troverete pure mille altre notizie di Riccione e di Romagna, che non mi sognerei neppure di citare o aggiornare.
Vi si racconta di Rottamopoli i cui proventi milionari finivano nelle casseforti del monte Titano: se anche solo l'1% di tali illeciti fosse stato dirottato all'ospedale Ceccarini si potevano acquistare TAC di platino massiccio.
E qualcosina sullo scudo fiscale?
Se poi si volesse veramente fare pubblicità alla Perla Verde basterebbe convincere Christian De Sica a girare la prossima edizione di Natale a Beverly Hills proprio a Riccione (con o senza Martina Colombari).
Adattando opportunamente il titolo, farebbe furore.
D'altra parte Martina potrebbe invece proporre a qualche produttore una sua personale versione di Amarcord (felliniano) in modo da immortalare i suoi ricordi riccionesi, forse più estesamente e meglio che nel video di Studio Aperto (Italia 1).
Il successo della manifestazione babbonatalizia nostrana si può meglio verificare su YouTube partendo da questo breve filmato , cercandone poi altri con la solita tecnica di ricerca a partire dal primo ritrovamento sull'argomento.
Per esempio scovando anche questa chicca canora-pubblicitaria con Laura Brioli:
Etichette: Babbo Natale, sarà tre volte Natale, sì ma anche carnevale
sabato, dicembre 26, 2009
Presepe 2009 (campanili e/o minareti)

Ogni presepe porta un messaggio, un auspicio, un ideale.
Dialogo, fraternità, rispetto delle minoranze, etica: queste sono essenzialmente le proposte contenute in quest'opera, che non pochi hanno invece trovato criticabile, provocatoria e irrispettosa della volontà popolare di maggioranza.
Per altri si tratta addirittura di un falso storico inaccettabile, di una vile "captatio benevolentiae" indegna di un francescano: insomma non si può negare che risulti un'interessante trovata pubblicitaria, in grado di far parlare abbondantemente di sè e della problematica connessa.
Esattamente come erano riusciti a creare scandalo i famosi manifesti contro i minareti, sortendo in definitiva un successo assai insperato.
Etichette: auguri, campanili, dhimmitudine, minareti, presepi
sabato, dicembre 19, 2009
Neve a Riccione Natale 2009

Forse il 2009 non sarà di nuovo l'anno "del nevone" però già prima di Natale la spiaggia di Riccione è stata imbiancata dalla neve, magari in risposta alle difficoltà registrate al summit di Copenhagen. Chissà se qualcuno vuole smentire così le previsioni, comunque pochi hanno registrato l'odierna acqua alta innevata di Venezia, come segno dei tempi. Dappertutto in Italia si è confrontati con freddo e maltempo, mentre a New York invece, pure...
In definitiva, anche se novembre è stato clemente, sembra che il freddo stia prendendosi una bella rivincita su tutta la penisola, in barba al riscaldamento globale.
Data e ora di ripresa per questa webcam in realtime
Etichette: foto spiaggia, neve a Riccione, webcam Riccione mare
giovedì, dicembre 17, 2009
Storiella di Natale a Riccione

Diversi anni fa, volando da Milano a Palermo su un aereo Alitalia, ebbi la sfortuna di beccarmi un terribile raffreddore.
A seguito di questo banale incidente persi quasi del tutto l'odorato, attraverso fasi alterne d'iper- e iposensibilità, ma ormai c'è ben poco da fare, non esiste una protesi, un amplificatore di odori.
Ovviamente anche il senso del gusto ha subito un deterioramento, per cui anche la possibilità di apprezzare buoni vini è andata diminuendo in modo tragico.
In più mi accorgo che la sensibilità ai cattivi odori (per esempio dei cibi guasti od ammuffiti) è un importante salva-vita che pochi apprezzano: le puzze non piacciono a nessuno.
Non riesco ad avvertire l'odore di "aria viziata" nemmeno uscendo e rientrando in casa, per cui spesso dimentico di arieggiare i locali.
L'uso di deodoranti personali mi è imposto da mia moglie, ma dal mio punto di vista sono soldi buttati, dal momento che non riesco minimamente a verificarne l'efficacia.
Stesso discorso per i profumi che mi regalano. Non li avverto, nè li distinguo più, neppure al primo spruzzo.
La ciliegina sulla torta fu rappresentata da un interventino del dentista che mi ha centrato con un'iniezione d'anestetico un ramo del nervo che porta e riceve impulsi alla lingua, per cui anche la buona cucina ha perso molto del suo appeal e non mi piace più mangiare al ristorante.
In questo contesto poco lieto, per nulla natalizio, vorrei citare una mia scoperta fortuita, ma positiva, relativa ad uno strano profumo che si adatta ad entrambi i sessi e che definirei una fragranza marina riccionese.
Si tratta di "Acqua di Sale", prodotto che esce originalmente dagli schemi dei profumi ormai classici per approfondire nuove frontiere di quel mondo sensoriale atavico che collega sensazioni ai sentimenti profondi, ai più dolci ricordi giovanili d'amori di vacanza al mare.
Capisco che potrebbe sembrare il discorso di un paraplegico a proposito di scarpette da corsa: ma se un profumo simile è riuscito a schivare i miei pesantissimi limiti, allora può significare che è veramente qualcosa di assai valido, anzi eccellente.
In definitiva insieme ai miei auguri di Buone Feste, ecco una chicca da regalo. Magari fatemi sapere....
Etichette: auguri, balocchi e profumi, Natale 2009, sapore di mare
mercoledì, dicembre 02, 2009
Campanili e/o minareti

Alcune critiche mi sono state inviate per aver riportato la foto del manifesto svizzero anti-minareti. Altre autorevoli critiche sono state espresse da più partiti politici italiani (e francesi) a carico della votazione avventata del popolo svizzero riguardo alla proibizione di nuovi minareti.
Forse si può cercare di capire le ragioni nascoste degli esiti di un tale referendum.
A mio avviso una motivazione è fornita dall'atteggiamento della Libia nei riguardi di un paio di cittadini svizzeri.
O forse molti dei votanti avevano visto questa emblematica foto, che un fotografo (canadese) ha messo in un suo libro di viaggi: il cartello fuori della moschea esclude donne ed infedeli in modo crudele e perentorio.
Ammettendo che se avessi votato sarei stato contro la proibizione, pure riesco a capire, senza tanti voli di fantasia, un simile alto là popolare. Il risentimento espresso dal popolo svizzero è stato viscerale, irrazionale, stupido, ma anche coraggioso, nel denunciare una notevole mancanza islamica di reciprocità.
E in ogni caso, la dice lunga anche con un'altra votazione a favore dell'esportazione di armi, made in Switzerland.
Affaire à suivre, anche a Riccione.
Etichette: diamoci una regolata, minareti, moschea
lunedì, novembre 30, 2009
Pubblicità? Tutto fa brodo, o quasi.

Non l'avrei mai creduto. La pubblicità per l'iniziativa contro i minareti in Svizzera ha stravinto. L'avevo segnalata come esempio di cattivo gusto e di prodotto negativo che sfruttava il sentimento di riprovazione generale per far comunque parlare di sè e ricordare il problema ai dubbiosi e ai numerosi indecisi.
Ma un simile successo pubblicitario non è nuovo: qui a fianco un altro esempio di ars pubblicitaria sponsorizzato, un paio d'anni fa, dallo stesso partito politico contrario ai minareti, con notevole successo scandalistico.
Con la stessa intelligenza diabolica dell'ultimo manifesto si faceva leva sul principio ben noto di pecora nera da scacciare dal branco, in nome dell'omologazione e della sicurezza.
Moderna applicazione perversa dell'antico concetto biblico di capro espiatorio.

Visto dunque il successo del messaggio pubblicitario, vorrei aggiungere qui una personale réclame di una nuova attività fraudolenta, vera e propria truffa, variante di un trucco già impiegato anni fa in false vendite di automobili, mediante fittizi pagamenti, superiori alla somma richiesta per una successiva domanda di rimborso.
La truffa consiste questa volta nell'inviare tramite e-mail da una fantomatica agenzia di viaggi estera (presa a caso tra quelle presenti su internet), una prenotazione di camere d’albergo per il periodo di Natale e Capodanno, per un considerevole numero di persone straniere (americane, giapponesi ecc.), che viene immediatamente saldata con carta di credito dopo la conferma della disponibilità da parte dell’albergatore. Una volta che l’operazione si è conclusa, l’agenzia di viaggi estera, come di consueto avviene, richiede la liquidazione delle commissioni tramite bonifico bancario internazionale, che l’albergatore, non sospettando nulla, esegue.
In realtà, si tratta di un escamotage per “lavare” denaro prelevato fraudolentemente da conti bancari esteri o da carte di credito estere clonate. L’albergatore ne avrà notizia soltanto dopo un certo lasso di tempo dagli organi di Polizia o dai circuiti bancari, e qualora avesse aderito si ritroverebbe truffato con un considerevole danno economico, sia patrimoniale che per le camere rimaste vuote. Occorre quindi prestare la massima attenzione a domande pervenute in tal senso, verificando sempre con il key client del circuito bancario l’operazione richiesta, evitando di pagare le commissioni in realtà non dovute.
Insomma occhio per occhio. Furbastri e furbacchioni, restate dove siete, non vi vogliamo a Riccione!

Etichette: pubblicità, réclame, successo boomerang
sabato, novembre 28, 2009
Haiku / Interessanti / Conosceteli un po'

Un mio (ex migliore) amico
rivisto dopo tanto tempo
ancora in vacanza a Riccione
mi ha (munifico) mandato una
ricca collezione di suoi haiku
Mi sono piaciuti assai
tanto da accluderne
alcuni qui in blu scuro
Non ogni torta / riesce come vorremmo / Talvolta meglio
Piange nel fiume / il giovane salice / senza speranza
Cadon camelie / sui nostri corpi nudi / morti eroi
Sbocciò silente / muto cade a terra / fior di camelia
Vento gelido / Cadono le camelie / come speranze
Come un bambù / mi piego giù a terra / Ma mi rialzerò?
Cielo sereno / La pienezza del Vuoto / da contemplare
Precipitata / come stella cadente / una lucciola
Lo scroscio passa / Ecco l’oleandro bianco / ancor più bianco
Intossicato / dall’oleandro bianco / ma velenoso
Rosso oleandro / allieta la mia vista / andando al Sud
Piangi glicine / nell’estate torrida / lacrime viola
Vento d’autunno / quando partì in viaggio / per non tornare
Sul melograno / gocciole di rugiada / come lacrime
Pampini gialli / Brinderemo col vino / al nuovo amore
Colpo di vento / danza d’oro nell’aria / ginkgo d’autunno
Ventagli d’oro / sotto i rami di ginko / volan nell’aria
Donare fiori / scambiandoli con niente / vero Amore
Piccolo granchio / la mia solitudine / stai deridendo

Alla fine aggiungo qui
un paio di miei haiku che
mi sono venuti in mente
anche se violano le regole
della metrica giapponese
Brezza di mare / foriera di nebbie / anche nei pensieri
Mi illumino / d'immenso / Energia sprecata
Etichette: haiku, pochi giapponesi a Riccione, pochissimi anzi nessuno, wikipedia
domenica, novembre 22, 2009
Vitelloni anche a Riccione

Che succede di questi tempi sulla spiaggia di Riccione? Per soddisfare tale curiosità potete consultare le webcam meteo presenti su queste pagine (in data 26.6.2009 per esempio). Tuttavia il ripescare simili videate mi ha fatto rievocare un'atmosfera felliniana lugubre e disperata, oggi ben presente qui in zona, in modo assai palpabile.
Forse avete notato che ogni tanto un regista (o un produttore) escogita il remake di un film di successo. Non sto qui a citare esempi di simili pratiche, coronate da incassi più o meno lusinghieri.
Vorrei invece sollecitare una versione aggiornata de "I vitelloni" di Fellini (1953).
Ossia un rifacimento ambientato a Riccione 2009.
Un soggettista attento troverebbe da noi un sacco di materiale per produrre un'opera di acuta documentazione antropologica basata sulla gioventù indigena: sarebbe come resuscitare il miglior neorealismo e i suoi successi più innovativi.
Gli eroi felliniani sono, pari pari, ancora oggi in giro da noi a viale Dante o in qualche bar della (ex) Perla Verde, con le loro nevrosi allergiche al lavoro scritte in faccia ed in ogni loro gesto. Una piccola telecamera potrebbe sostituire il blocco per appunti, se si volesse essere scientifici.
La psicologia dei personaggi originali di quei lontani anni si è evoluta, arricchita, adattata, ma fondamentalmente non è diversa da quella di allora.
Inoltre ha fatto scuola su altre subculture: per esempio su tutta una frangia giovanile di persone (spesso studenti o stranieri) che cercano (e trovano) lavoro a Riccione per potersi permettere notti rosa o notti brave, inserendosi abilmente, ma ingenuamente, nel quadro del divertimentificio di Romagna, magari a prezzi scontati.
Ancora una volta Rimini potrebbe fare ottima pubblicità per Riccione, sperando che invece lo stesso film non venga girato a Misano, Gabicce o Cattolica, ma non credo che sarebbe la stessa cosa, ovvero:
"?No Riccione? No party!"
Etichette: buono a Riccione, cinema, lavoratori, pubblicità, Vitelloni
giovedì, novembre 19, 2009
Audace contrabbando a Cattolica

In appendice al precedente post qui sotto su nuove, brodose idee pubblicitarie, vorrei segnalare un audace tentativo di evangelizzazione che nell'acquario di Cattolica viene rivolto agli squali.
Visitate Le Navi (o il loro sito web) e vedrete come sono riusciti a contrabbandare una visita fuori stagione con la bella scusa delle vacanze natalizie e del Presepe.
È pur vero che per legare il Natale al mare, non sussiste una differenza così eclatante rispetto all'idea dei presepi di sabbia, tuttavia il sospetto di "contrabbando" anzi "contaminatio" mi è balenato in mente, facendo una breve riflessione sul fatto.
Ma si sa che i pubblicitari hanno una fantasia davvero a prova di bomba, e la mia, gli è tutt'invidia...
Etichette: acquario, Cattolica, contaminatio, contrabbando, le Navi
domenica, novembre 08, 2009
Piadina, slow food DOC

Dal primo libro dei Re
17,10-16
In quei giorni, il profeta Elia si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere».
Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo».
Elia le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».
Quella andò e fece come aveva detto Elia; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia.
Non mi sembra azzardato, nel riflettere su questo brano della Bibbia, di poter intravvedere un classico certificato d'origine della piadina romagnola, anche se non viene riportato il sale come ingrediente (forse la vedova citata non poteva permetterselo, perchè molto prezioso allora).
Ad ogni modo i molti estimatori di questo nostro pane azzimo tipico della Romagna sono stati avvertiti: la piadina è antichissima e collaudata da millenni, dunque perfettamente slow food tradizionale.
Etichette: origine piadina, Romagna Mia, slow food
giovedì, ottobre 15, 2009
Pubblicità? Tutto fa brodo.

Non tutti forse ricordano ancora lo scalpore destato dalla pubblicità dei jeans marca Jesus con la famosa frase "chi mi ama mi segua" sul bel fondo schiena di una modella.
Per me rimane un esempio emblematico, un paradigma del superamento di confini etici e ed estetici che ogni bravo pubblicitario non dovrebbe mai oltrepassare.
In Svizzera recentemente un manifesto per un'iniziativa UDC anti-minareti ha fatto molto discutere. Suscitando poi una ridda di divieti d'affissione che ha provocato una pubblicità smisurata alla problematica, camuffando però in secondo piano eventuali critiche del concetto basilare di razzismo.
In Italia invece è spuntato il problema "Sorelle d'Italia".
Con risultati analoghi, anche se qualche bacchettone critica tale spot senza apprezzare la sottile ironia che lo pervade e lo qualifica.
Per me, si tratta di un'ottima idea, ripetibile in una saga di belle varianti, secondo schemi già ben collaudati da Barilla.
Come?
Per esempio mettendo il casco di Vale al posto dell'elmo di Scipio, o cambiando la moto con un originale MP3 Piaggio (co-branding) ma soprattutto migliorando l'estetica delle calze (che nella prima versione mi sembrano bruttine).
Tuttavia questo deve essere un bel traguardo ed esempio per quei pubblicitari che devono ideare uno spot o un manifesto réclame per Riccione. È un bel po' che non se ne vede uno fatto con grazia.
Altrimenti anche quelli che faranno spot e poster per la Notte Rosa Riviera Romagnola 2010 possono incominciare ad accendere i computer e collegare i cervelli all'idea.
O no?
In fondo il vero scopo della pubblicità è che se ne parli comunque, non importa se in bene o in male...
Naturalmente, il riprodurre uno spot pubblicitario viola i criteri di pubblicazione di YouTube per cui mi sono dovuto orientare verso un'altra fonte....
E poi questo qui non lo vedremo più in TV poichè è stato bandito!
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martedì, settembre 22, 2009
Adriatico a tavola

A Riccione il pescato non è mai mancato sulla tavola, soprattutto se riferito al prezzo proibitivo della carne. Per di più quest'ultimo alimento è stata oggetto di notevoli pregiudizi, legati a scandali come quello della mucca pazza, o di foraggi taroccati.
Tuttavia, su certi generi un tempo davvero economici come le vongole (dette comunemente poveracce per quanto erano a buon mercato) si notano oggi dei rincari notevoli. Prezzi dettati dalla penuria dell'offerta, prodotta dallo sfruttamento eccessivo del passato. In effetti molte risorse del mare sono quasi scomparse. S'è sviluppato allora il fenomeno della piscicoltura. Anguille, salmoni, storioni, trote, branzini, orate, cozze vengono riprodotti e smerciati come fossero polli o tacchini. Ecco poi che la globalizzazione del mercato ha portato sulle nostre tavole agnello o cervo dalla Nuova Zelanda e persino Pangasius dal Vietnam, insieme ad infami gamberi d'allevamento, assai poco raccomandabili, siccome allevati in acquitrini artificiali, spesso inquinati.
In questo desolante quadro generale che ha il solo pregio di tagliarci drasticamente l'appetito (ed il gusto), intravedo due barlumi di speranza: la presenza sul mercato di canocchie e sardoncini di buona qualità ad un prezzo ancora abbordabile.
La canocchia (Crostacei, Squilla mantis) è squisita nel brodetto di pesce o come componente principale per salsa rossa (ai licopeni di pomodoro) sulla pastasciutta. I sardoncini (alias pesce azzurro) sono sani (ricchi di omega-3) e squisiti sia marinati che in frittura. In quest'ultimo caso si può persino mangiare tutto (spina dorsale e testa=calcio+fosforo).
Insomma l'Adriatico non è ancora finito come il Caspio, per nostra fortuna.

Etichette: canocchie, mangiare sano, pesce azzurro
giovedì, settembre 17, 2009
Webcam sulla spiaggia di Riccione: ecco l'autunno


Ancora una volta sta per arrivare l'autunno (in tutti i sensi) anche sulla spiaggia di Riccione.
Varie webcam ci mostrano che sull'arenile ci sono solo i classici quattro gatti che aprono gli ombrelloni per scaramanzia e si piazzano al sole evitando l'ombra.
Il maltempo degli scorsi giorni ha scacciato gli ultimi vacanzieri di questa stagione 2009, che meteorologicamente si è rivelata eccezionalmente bella, calda e discretamente affollata.
I bagnini stanno per chiudere il sipario sulla scena della nostra spiaggia, anzi molti hanno già ritirato tutte le tende e riposto il materiale delle attrezzature.
Anche quest'anno raggiunge il malinconico momento del pensionamento della stagione balneare romagnola, quando rappresenta nei sentimenti (inconfessabili) di molti riccionesi la metafora della vita umana che raggiunge la terza età.
Una tale atmosfera di smobilitazione si avverte anche sul web. Molte webcam (anche prestigiose HD) non funzionano più, e vari dati meteo riccionesi non sono aggiornati, tanto ormai... les jeux sont faits.
Data e ora di ripresa per questa webcam in realtime
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lunedì, agosto 31, 2009
Am sera zcord

Sulla spiaggia, capita ogni tanto un vecchietto. Piccolo, macilento. Avrà ottant’anni. Forse di più. O forse porta male quelli che ha. Cammina tentennando, inutilmente aiutato da un bastone. Sempre sul punto di fare un cristo e frantumarsi a terra. Anche per un semplice colpo di vento. Si chiama Coralli. È completamente fuori di testa. Demenza senile o arteriosclerosi o non so che altro. Coralli è un maniaco sessuale. Ma solo a parole. Quando vede una donna, anche in distanza, l’apostrofa con la sua voce stentata: “Aspetti, signorina, venga qui! Ho un uccello duro...” e simili amenità. Il bello è che accompagna le parole col gesto di brandire la propria erezione virtuale, afferrandosi i pantaloni vuoti fra le gambe. Ovvio che chi lo conosce non ci fa caso. Un sorriso compassionevole e via. In fondo, non fa male a nessuno.
Come sempre succede, ci se ne approfitta anche per riderci su. Bonariamente. Per esempio, quando compare, Giuseppe gli chiede subito:
“Allora, Coralli, quante ne avete fatte oggi?” di scopate, s’intende. Gli dà del voi, la forma di rispetto per i vecchi nelle famiglie di una volta. E l’ometto ripete puntuale la sua tirata. Come un registratore:
“Eh, carino, stamattina ne ho fatte sette. C’erano tutte quelle spose che mi dicevano: ancora, Coralli, ancora! Non gli bastava mai. Senti qui che uccello duro che c’ho.” e si abbranca la stoffa dei calzoni. Giuseppe rincara la dose:
“Come fate ad averlo sempre duro? Che cos’è, una magia? Altro che Mandràche, eh Coralli?” e strizza l’occhio a me e Lorenzo. Coralli insiste:
“Mi dicevano: ancora, Coralli, ancora!” e saltella o, meglio, crede di saltellare. Come un caprone infoiato. Ma paralitico. Noi due ci guardiamo:
“Che cosa ne dici, faremo quella fine anche noi?” chiedo a Lorenzo.
“Meglio ammazzarsi adesso.” fa lui, drastico come al solito.
“Beh, io ancora un po’ aspetterei.”
Coralli è innocuo, ma qualche problema lo crea. Più a sé stesso che agli altri. Una mattina era venuto sulla spiaggia. Si esibiva nel suo repertorio abituale, all’altezza delle cabine. Aveva appena finito di strizzarsi il suo uccello duro di stoffa e aria, quando sale dal mare una donna. In bikini, alta quasi un metro e ottanta, tette e culo in proporzione, pelle lucida d’acqua. Una statua semovente. Sicuramente tedesca. Coralli la adocchia e esordisce: “Aspetti, signorina...!” La valchiria non ci bada. Non capendo l’italiano, forse non immagina nemmeno che il vecchietto ce l’abbia con lei. Si pettina davanti a uno specchio appeso all’esterno. Coralli traballa nella sua direzione:
“Venga qui, che c’ho un uccello duro....” nel dir questo, allunga una mano e la posa sulla tetta sinistra della gigantessa. È un attimo. Un manrovescio letale parte, accompagnato dal grido di lei:
“Schwein! ”
Coralli, colpito in pieno viso, piroetta due o tre volte. Lo diamo per morto. Invece miracolosamente non stramazza al suolo. Si allontana barcollando in una direzione qualsiasi. Continua a farfugliare:
“Signorina....”
Non deve aver capito che cosa è successo. Forse crede di essere stato colpito da un meteorite.
Sarebbe stato da ridere, ma non ci siamo riusciti.
Etichette: anmarcord(eva), come una fontana, mah?
giovedì, agosto 27, 2009
Addio mia bella addio...

Negli ultimi decenni, a Riccione si sono sviluppate numerose attività collaterali al turismo, per offrire servizi, divertimento, socialità, svago.
Tuttavia, mai come quest'anno ho notato segni di grande stanchezza nel contesto della complessa realtà riccionese.
Qua e là, sulle vetrine di ristoranti, bar o negozi sono apparsi (e permangono) improbabili annunci di chiusura per ferie. Su altre vetrine tristemente vuote sono apparse offerte di vendita della licenza e cessione dei locali, a prezzi decrescenti nel corso dei mesi. Non so se sia colpa della crisi, della società che cambia, del pubblico più selettivo, ma tira una brutta aria di smobilitazione in molti settori della Perla Verde.
I vecchi riccionesi si sono stancati di essere intraprendenti, mentre le giovani leve hanno rivisto al ribasso la loro scala di valori, si sono rammollite in mille preoccupazioni futili e stupide.
I discendenti degli imprenditori nostrani hanno completamente perso la concezione del "piú lavori e più guadagni" per adeguarsi ad una mentalità impiegatizia, parassitaria, disimpegnata e minimalista.
Doveri pochi o punti, diritti tanti, anzi troppi. Tutto questo mi richiama alla memoria la grandezza e decadenza (ineluttabile) dell'impero romano. Mutatis mutandis ci sono varie tragiche analogie.
La nostra cultura si è smarrita. Non siamo più quel simpatico popolo di affittacamere, siamo davvero alla frutta.
RIP Riccione. Sic transit gloria mundi.
lunedì, agosto 24, 2009
A Rimini, la conoscenza è sempre un avvenimento

Questo pomeriggio, ho assistito al workshop Che cosa mangeremo nel 2020? nell'ambito del Meeting 2009 di Rimini. Si tratta di un'esperienza impressionante, molto interessante, in quanto mi ha fatto conoscere pure il sito web www.agriregionieuropa.it, che consiglio a chi vuole ritrovare riferimenti e dati utili sul tema.
In pratica il relatore ha presentato un accurato studio secondo cui il futuro dell'agroalimentare italiano sarà sempre più condizionato dalle multinazionali che tendono a vendere prodotti tipici, ma ribattezzati con loro nomi e marchi di marketing. L'importanza di questi cambiamenti, volti al condizionamento dei consumatori e alla conquista di ogni mercato, potrebbe rapidamente distruggere il capitale di competenze dei produttori tradizionali, se questi non si alleano per contrastare le moderne politiche di marketing messe in atto dai colossi internazionali. Questi organismi multinazionali sono in grado di comperare e incorporare nel loro sistema produttivo ogni prodotto appetibile e pregiato, svuotandolo di quel valore aggiunto dalle competenze e tradizioni locali.

Sfortunatamente i posti a sedere nella sala assegnata erano davvero pochi e le opportunità di assistere comodamente erano presto esaurite, dappertutto.
Una folla numerosissima gremiva gli immensi padiglioni fieristici riminesi, raggiungibili da Riccione in meno di mezz'ora.
Accludo due filmati esplicativi sull'avvenimento, che danno la misura dell'importanza del fenomeno sociale corrispondente.
Forse anche a Riccione dovremmo essere più attenti a questo genere di avvenimenti, pur restando vicini a Misano e il suo circuito moto GP imminente.
Etichette: agroalimentare, mangiare, meeting 2009, Rimini
mercoledì, agosto 19, 2009
Conferenza vaticanista a Riccione

Ieri sera, di fianco alla chiesa Gesù Redentore c'era Giuseppe De Carli, noto vaticanista della Rai che ha presentato libri, DVD sul Papa, in occasione dell'iniziativa intitolata La Bibbia, giorno e notte.
Era veramente toccante poter dialogare, ascoltare ricordi ed aneddoti di questo giornalista che ha seguito e commentato in diretta le numerose missioni pastorali di Giovanni Paolo II. Inoltre si è soffermato sulla personalità di Benedetto XVI, spesso maltrattato e certamente incompreso dai media più globalizzati e dall'auditel.
In definitiva è stata una serata assolutamente imprevedibile come spesso accade a Riccione: del tutto inattesa, ma assai gratificante.
Sono stato ben lieto di aver potuto comperare due libri autografati dall'autore: tanto più che il ricavato sarà devoluto in beneficenza per la ricostruzione di una scuola in Palestina.
Etichette: buono a Riccione, chiesa, vaticanista
lunedì, agosto 17, 2009
Clamoroso scoop: svelato il segreto di Valentino

Mentre a Brno tutti si complimentano con Valentino Rossi per la vittoria N°102, ecco finalmente svelato e documentato fotograficamente da Riccione l'efficace segreto propiziatorio del campione di Tavullia.
Lui vince per forza... superiore: c'è poco da fare per gli altri, ci dispiace, ma certe cose sono incopiabili.
Etichette: scoop, segreti, Valentino
lunedì, agosto 03, 2009
Bagatelle. Anche Pollicino si troverà bene a Riccione
Questo prologo per introdurre la recente novità assoluta per la stagione 2009.
Due coppie prenotano, in alta stagione, due camere doppie in pensione completa; ma si presentano con un vispo bambinetto in più che dormirà fra i genitori (senza un suo posto letto) e mangerà il primo della mamma che vi rinuncerà per lui.
In realtà poi si scopre che il povero bambino mangia come un lupetto gagliardo e comunque necessita di un seggiolone per stare a tavola, con posatine da bambino e bicchiere apposito. E via di questo passo...
Con grande naturalezza la giovane madre accetta di buon grado un generoso supplemento (gratuito) di lasagne per colmare le perdite del suo vettovagliamento, che comunque non è mai scarso, vista la sua notevole propensione alle gioie del delizioso buffet "Romagna Mia" a go-go.
Morale della favola in versione odierna: ogni Pollicino non sarà mai più abbandonato dai genitori, i quali hanno trovato una risposta alla crisi, molto più efficace della rinunciataria strategia degli improvvidi genitori della fiaba antica.
Così le nostre giovani famiglie di oggi potranno tranquillamente viaggiare in Mercedes senza ingombrare il bagagliaio neppure con un bavaglino. Ovviamente ci penserà l'albergo e la proverbiale ospitalità romagnola, naturalmente del tutto gratis, siccome tutti a Riccione hanno già guadagnato tantissimo prima della crisi, per primi gli albergatori.
Tanto è vero che ai bagnini la regione ha aumentato retroattivamente di 5 anni il canone di affitto della concessione della spiaggia. Ma solo del 30%... Una bagatella!

Etichette: bagatella, bambino gratis, naturalmente, ovviamente, Romagna Mia
giovedì, luglio 30, 2009
Mare della sera a Riccione

Ieri sera, poco prima delle 21, ho colto alcune immagini di questo nostro mare davanti a casa. Non c'era quasi nessuno ad ammirare tale tranquillo spettacolo, che benchè privo di effetti speciali, era davvero commovente, nella sua semplicità essenziale, quasi monocromatica. Sembrava che anche le onde avessero innestato il silenziatore.
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