giovedì, agosto 22, 2013

 

Sic transit Riccione

Trascrivo un articolo dalla rubrica "Noi riminesi" di Carlo Andrea Bernabè apparso su il Resto del Carlino in data 22 agosto 2013.
«Riccione l'amore è finito»
Amo Riccione, anzi l'amavo. Sono un turista umbro. L'ho frequentata per tanti anni, forse troppi. Il deterioramento negli ultimi anni appariva evidente, ma ora è stato superato ogni limite. Parto dalla pessima manutenzione delle strade, basata percorrere una qualunque via interna o viale D'Annunzio per trovare marciapiedi dissestati e rattoppi penosi. Poi la pulizia: lungo le starde ci sono cartacce, bottiglie, sporcizia. Il servizio di nettezza urbana dovrebbe essere organizzato meglio. Altra nota dolente è il caos e il rumore di notte. Basta alloggiare negli alberghi lungo il mare o nelle vie principali per passare notti insonni. Gruppi di ragazzi ubriachi o "fatti" imperversano a tutte le ore. Ma i controlli dove sono? È possibile che solo a Riccione ci sia totale impunità senza che nessuno intervenga? E che dire di bar e pub che tengono la musica a tutto volume. E i parcheggi: impossibile trovare un posto, e se sosti in maniera non ortodossa, allora sì che spuntano i vigili. Occorre che le autorità, a partire da quelle comunali, prendano la situazione in mano. La rendita è finita.
hbpala@yahoo.it
Polso fermo e quattrini. Due requisiti di cui sembrano sprovvisti gli amministratori riccionesi. Nel primo caso c'è poco da fare: senza il "manico" una città è destinata a finire nel caos. I segni del degrado sono evidenti, come l'inconsistenza delle contromisure. E veniamo ai soldi, I sindaci lamentano di non riceverne più da Roma; allora mi chiedo per quale ragione la tassa di soggiorno non venga usata per convincere i turisti che gli Euro in più nel conto dell'hotel servono a migliorare strade, servizi, qualità della vacanza. A Riccione, purtroppo, sono investiti per rattoppare buchi di bilancio e sostenere un'inutile casta.

Tutto vero, tutto giusto, anzi molto parziale e di basso profilo: si potrebbero fare tantissime aggiunte a questa lista di difetti e contromisure. Si potrebbe citare lo stato miserevole e l'uso delle colonie marine alle porte di Riccione, vero biglietto da visita e avamposto di quanto si troverà nella cittadina. Alberghi vuoti e in disuso, in perenne riattazione, lenta, svogliata, faticosa. Negozi e servizi (esempio lavanderie) chiusi, anzi, scomparsi. Squallidi condomini in vendita, al posto di alberghi accoglienti e ben tenuti. Il turista nostalgico di cui sopra non cita il sequestro e sigillatura del Pepenero, e neppure la sparatoria appena accaduta davanti allo stesso locale.
Riccione è ancora all'avanguardia come specchio della nostra società italiana.
Occorrerebbe assolutamente fare come a Singapore: multe salatissime ai vandali e deturpatori dell'ambiente: non è tutta colpa del servizio di nettezza urbana se chiunque si sente legittimato ad aggiungere impunemente sporcizia alla sporcizia. Andrebbe rispolverato il reato di schiamazzi notturni, ben più cafone e dannoso della sosta vietata.
E che dire poi delle biciclette sui marciapiedi o in mezzo alla folla? Che dire dell'imperversare dei risciò o delle motociclette o dei quadricicli? Il guadagno di pochi noleggiatori vale davvero l'imbastardimento del traffico e dell'atmosfera di vacanza?
Insieme al pagamento della tassa di soggiorno dovrebbero far sottoscrivere a ogni turista un solenne impegno a comportarsi educatamente, rispettando l'ambiente e il proprio corpo. Dico questo pensando alla fantasia di cui danno prova i fumatori nel disfarsi delle cicche di sigaretta, per non parlare dei bevitori di birra ed altri alcolici. Molti pochi (cafoni) fanno assai, anzi troppi (veri delinquenti) anche a Riccione, come del resto in tutta l'Italia...

Per consolarci possiamo sempre ammirare alcune cartoline della Riccione che fu, forse non tutto è perduto.



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