sabato, novembre 30, 2013

 

Di chi sei figlio tu? Olivetti.


A seguito della miniserie Rai 1 sulla storia di Olivetti ho casualmente appreso che già nel 1965 la ditta italiana aveva prodotto l’antesignano dell’odierno personal computer: il Programma 101. È certamente una coincidenza, ma la forma dell’apparecchio ricorda non poco quella a me più familiare del mitico Apple ][. Insomma alcuni Italiani, assai prima di Jobs e di Gates, ebbero ben chiaro in mente il concetto di PC, anche se, in definitiva, nel corso di cinque anni ne vendettero solo 44000 esemplari. (Forse per carenze di marketing?)


Mi vergogno ad ammettere che non sapevo nulla di questo successo italiano, davvero brillante precursore e del tutto originale, innovativo. Ma riflettendo bene, non è la prima volta che alcuni conterranei di Dante Alighieri hanno idee feconde, all’avanguardia nei più svariati campi della conoscenza, dall’arte alla scienza. Per esempio faccio tanto di cappello al Liber Abaci del pisano Leonardo Fibonacci che già intorno al 1210 riportava le basi del calcolo algebrico e quelle del sistema metrico decimale. Mi viene in mente che senza le intuizioni di Marconi e di Creti l’iPhone non potrebbe essere oggi quello che è.
Mi vengono in mente quei ragazzi di via Panisperna, che con mezzi tanto ridotti, ma sostenuti da luminose intelligenze, riuscivano a indagare i misteri della materia e dell’energia atomica. Solo la concomitanza delle infami leggi razziali limitò il loro successo costringendoli ad emigrare. A questo punto della storia, sarebbe ora di creare in Italia un serio premio Volta o Avogadro in risposta al norvegese premio Nobel (che - scandaloso - non ha un premio per la matematica). Invece il TG ci informa che la disoccupazione giovanile è a livelli mai visti. Tuttavia se ripenso alle immani rovine della seconda guerra mondiale, seguite da quello che fu definito il miracolo economico, sono convinto che l’attuale crisi mondiale debba essere paragonata ad una guerra in cui tutti hanno perso, per cui occorra ripianare gli infausti “danni di guerra”, rimboccandosi le maniche. In primo luogo nel campo dell’inquinamento, prodotto da tutti, ma sul quale è tanto difficile mettersi d’accordo. E che dire della politica? Ci vuole un novello Machiavelli per venir fuori dalle pastoie odierne, altrimenti non c’è scampo, altro che Cinque Stelle, altro che Forza Italia o forza Silvio. Qui davvero non c’è (più) trippa per gatti. Nemmeno per gatto Matteo.

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