martedì, febbraio 11, 2014

 

Riccione: Ferrari, nomen omen



E così hanno deciso: la nuova Ferrari F1 si chiama F14 T.
Non ci vuole un master in semeiotica per arguire che F sta per Ferrari, 14 si riferisce al 2014, mentre T potrebbe ricordare la nuova motorizzazione Turbo. Non ho letto da nessuna parte una riflessione sulla percezione globale della nuova sigla.
Mi spiego: se analizziamo F14T sembra che sia scritto il nome FIAT con il particolare alfabeto in uso tra i pirati informatici, in cui 1 sostituisce la i, 4 corrisponde alla A, mentre 3 = E oppure la O = 0 (zero) et cetera. Risultato logico-deduttivo immediato della lettura: significa che dietro la Ferrari F1 c’è pur sempre la FIAT, ossia Fabbrica Italiana Automobili Torino.
Avendo preso la patente di guida su una Fiat 600 (che ora come allora mi pare un vero aborto estetico nonché energetico), quest’idea mi fa venire i brividi. Mi sovviene in un altra funesta immagine mentale flash il ricordo della 128 (di colore verde marcio), tragico mucchio di ruggine appartenuto a mia sorella.
Insomma dal subconscio emergono bruttissimi ricordi ancestrali, fantasmi di scheletri negli armadi di pessimo auspicio.
Inoltre le prime prove della Ferrari F1 non hanno brillato per entusiasmo da chiaro successo.
Solo ripensando al recente bicilindrico tutbocompresso della Nuova Panda mi pare che ci possa essere qualche timido buon auspicio per il futuro FIAT della nuova stagione di F1.
Nomen omen, il nome segna il destino: ora come ora, per me il riscatto Ferrari ha una probabilità dello 0,05%.
I prossimi mesi ci diranno se i mille torbidi pensieri sono auspici fondati o meno.
Per il momento incrocio le dita e dico in cuor mio: FORZA FERRARI. Chi vivrà, vedrà, al di là degli auspici.
Ma mi piacerebbe poter fare come fecero Lamborghini o Minardi.
2014 Ultima spiaggia del cavallino rampante, quella di Riccione.

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