sabato, settembre 03, 2016

 

Essere o non essere… Charlie?


Non, non, non, je ne suis pas Charlie! Pas du tout… rien de rien.


Ne vous fâchez donc pas si je pisse dans le lait de vos ancêtres.
D'ailleurs, on m'enseigne qu'impossible n'est pas français.
Mais voici le titre de sa première page:
Charlie Hebdo | Journal satirique, laïque, politique et joyeux, toutes les semaines en kiosque et tous les jours sur internet.
Ma suggestion est de remplacer joyeux par haineux, houleux. Ça serait du franc-parler.

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Comments:
penso si dovrebbe rivedere il significato della satira. Quando diventa aggressività, violenza verbale nei confronti delle persone non è satira ma mancanza di rispetto, volgarità, rabbia, stupidità e grande superficialità e nessun divertimento.
 
Non posso che far mie queste parole al 1000%.
Già più di 2000 anni fa la satira era definita come "castigat ridendo mores" cioè tradotta letteralmente, "corregge i costumi ridendo". Ma qui non c'è nulla da ridere e tutto da compiangere. Una simile mancanza di buon gusto mi evoca il verso dantesco "e se non piangi, di che pianger suoli?"
 
Buon gusto ha ragione, in questa nostra epoca manca il buon gusto: in politica, nelle relazioni, nel parlare, nello scrivere, nel vestire. Dove è andato a finire? Lei che si esprime veramente molto bene dovrebbe fare una ricerca in questo senso e portare le sue osservazioni a noi lettori sulle sue pagine, noto che manca pure il buon senso. Grazie.

 
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